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martedì 16 ottobre 2012

Su e giù tra “salite e discese” della mente ovvero del viaggio in ascensore

Sarà che una delle prime situazioni in cui si è sentita la necessità di una attrezzatura idonea a trasportare in verticale uomini e materiali è quella delle miniere, sarà che da sempre l’uomo ha sentito il bisogno sia di alleviare le proprie fatiche che di andare oltre i propri limiti, pagandone poi il prezzo, l’ascensore è comuqnue legato nell’immaginario collettivo a vissuti non sempre positivi anzi, spesso, ansiosi e catastrofici. L'ascensore, come oggi è conosciuto, fu progettato da un inventore americano, Elisha Otis, che nel 1853 depositò il brevetto di un sistema di sicurezza paracadute, destinato ad impedire la caduta violenta della cabina in caso di guasti o rotture ai cavi. La prima applicazione pratica si ebbe nel 1857 a New York e, negli anni successivi, altri famosi ingegneri lo perfezionarono con l'adozione di circuiti idraulici e con l'invenzione dell'ascensore elettrico, fatta risalire al 1880 in Germania da parte di Werner von Siemens.