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martedì 16 ottobre 2012
Su e giù tra “salite e discese” della mente ovvero del viaggio in ascensore
Sarà che una delle prime situazioni in cui si è sentita la necessità di una attrezzatura idonea a trasportare in verticale uomini e materiali è quella delle miniere, sarà che da sempre l’uomo ha sentito il bisogno sia di alleviare le proprie fatiche che di andare oltre i propri limiti, pagandone poi il prezzo, l’ascensore è comuqnue legato nell’immaginario collettivo a vissuti non sempre positivi anzi, spesso, ansiosi e catastrofici.
L'ascensore, come oggi è conosciuto, fu progettato da un inventore americano, Elisha Otis, che nel 1853 depositò il brevetto di un sistema di sicurezza paracadute, destinato ad impedire la caduta violenta della cabina in caso di guasti o rotture ai cavi. La prima applicazione pratica si ebbe nel 1857 a New York e, negli anni successivi, altri famosi ingegneri lo perfezionarono con l'adozione di circuiti idraulici e con l'invenzione dell'ascensore elettrico, fatta risalire al 1880 in Germania da parte di Werner von Siemens.
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martedì 9 ottobre 2012
Coaching, come, quando e perchè
Eccomi, come promesso nel post precedente, a dare qualche informazione sul coaching. Prima di iniziare, però, una doverosa precisazione: ciò che a me qui interessa mettere in luce è la potenzialità di questo strumento se messo nelle mani di esperti competenti, psicologi e psicoterapeuti.
La professione di coach non è riconosciuta come tale da un punto di vista formale e legislativo; non esistono, quindi, scuole o percorsi formativi "istituzionali" riconosciuti dallo stato, che conducano ad acquisire un titolo in coaching. Attualmente esistono diversi enti internazionali, per altro privati (il cui titolo non ha quindi alcuna validità legale di abilitazione), che prevedono una certificazione (ossia una sorta di riconoscimento, esclusivamente privatistico e privo di qualunque effetto di legge, del titolo di coach), Esistono più che altro delle linee guida interne che "regolamentano" la professione di coach, ma si tratta in ogni caso di una certificazione fornita da un privato e non di un riconoscimento pubblico. Attualmente, in Italia, la situazione del coaching è pertanto controversa, esiste un dibattito molto ampio su chi e come si possa utilizzare il coaching.
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