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venerdì 29 ottobre 2010

Oltre la crisi, nuovi orizzonti


Mi appresto oramai a lasciare l'argomento crisi, dopo averlo trattato in maniera vasta, se pur non esaustiva. "Passo la parola" a Gaber e poi la riprendo io...solo alcune ultime considerazioni...

E allora è venuto il momento dei lunghi discorsi, ripartire da zero e occuparsi un momento di noi,
affrontare la crisi, parlare, parlare e sfogarsi e guardarsi dentro per sapere chi sei.
E c’era l’orgoglio di capire e poi la certezza di una svolta
come se capire la crisi voglia dire che la crisi è risolta.
E allora ti torna la voglia di fare un’azione ma ti sfugge di mano ogni gesto che fai la sola certezza che resta è la tua confusione il vantaggio di avere coscienza di quello che sei (i Reduci, Gaber G.).


Eccola qui, la solita crisi; ebbene si, anche se non ho parlato di crisi abituali in queste "pagine", esistono anche le crisi che oso definire abituali, quelle che sai bene che arriveranno, che hai imparato a conoscere ed affrontare. Così è per me, ad esempio, ogni volta che termino un articolo,un libro ecc.. Mi faccio mille domande, mi chiedo quanto sarò stata chiara, quanto sarà utile ecc.; quando riesco a superare il dubbio e ad usarlo costruttivamente, riesco ad apportare delle modifiche di cui solitamente sono soddisfatta. Esistono delle crisi insomma che proprio perché sovvengono ci aiutano a migliorarci, sono quelle piccole crisi delle quali abbiamo imparato a sorridere, con le quali abbiamo imparato a fare i conti e che ci rendiamo conto che hanno una funzione positiva.

venerdì 22 ottobre 2010

La crisi: storia, società,economia e natura umana.


La vita ha un suo corso: un inizio, una fase centrale ed una fine. La psicologia del ciclo di vita è quella branca della psicologia che tenta di correlare il punto in cui un individuo si trova nel corso della sua vita con il tipo di compiti che quella persona è chiamata a fronteggiare e con il tipo di risorse che ha a disposizione per affrontare questi compiti; ed infine, con il tipo di disturbo che l’individuo potrebbe sviluppare qualora non riuscisse a fronteggiare adeguatamente queste sfide. Se trasferiamo gli assunti della psicologia del ciclo di vita sulla società, viene da considerare che anche la società ha i suoi momenti di sviluppo, di arresto, di declino e, nello svolgersi di “corsi e ricorsi storici”, nel tempo, è ovvio che si sviluppino anche fisiologici momenti di crisi. Avvalendomi di una serie di contributi teorici, qui di seguito cercherò di “disegnare” una sorta di mappa su cui tracciare e rintracciare uno degli ipotetici percorsi che vede, sulla stessa strada, crisi, storia, società, economia.

lunedì 4 ottobre 2010

Crisi e Lavoro - Parte 2

Continuiamo il discorso incominciato nel precedente post, affrontanto altri temi riguardanti la Crisi e il Lavoro.

Crisi, lavoro, mobbing:

Il termine mobbing non è usato in tutti i Paesi. Nel mondo anglosassone e in Giappone ad esempio, si usa il termine bullying e bullies per indicare gli “aggressori da ufficio”. Ciò dipende dal fatto che i primi studi sul fenomeno, risalenti agli inizio degli anni Settanta, sono stati condotti tra gli scolari, e solo in seguito si è ritenuto opportuno distinguere tra ambiente lavorativo e ambiente scolastico-giovanile. I francesi preferiscono invece il termine harcèlement, letteralmente, “molestia”. Mobbing deriva dall’inglese to mob (= assalire, attaccare, accerchiare). Il termine è tratto dall’etologia di Konrad Lorenz, in riferimento ad un particolare comportamento del branco (= mobb, banda) che si manifesta nel coalizzarsi contro un elemento “diverso” o “turbatore” dell’equilibrio del sistema-gruppo, per eliminarlo o tentare di eliminarlo aggressivamente.

martedì 28 settembre 2010

Crisi e lavoro




Crisi e lavoro

Troppo lavoro, nessun lavoro, un lavoro che non soddisfa, un lavoro che non basta ad arrivare a fine mese, un ambiente di lavoro in cui si vive male: tante sono le situazioni che possono legare una condizione di crisi ad una situazione lavorativa (o la mancanza di lavoro). Certo nella società odierna la motivazione principale di crisi spesso è causata dalla disoccupazione, condizione che si inserisce a sua volta all’interno di un quadro più generale di un’economia in crisi, un’economia sempre più globalizzata i cui meccanismi sembrano crollare sempre più spesso anche in seguito ad errori di valutazione e alla malafede con cui taluni, anzi molti, agiscono.
Fondamentalmente il lavoro, laddove si scelga di svolgerne uno, con le dovute differenze da persona a persona e da lavoro a lavoro, svolge delle funzioni: tiene occupati, permette un guadagno, evita la noia, struttura il tempo, dà significato, permette integrazione sociale, è fonte di identità. Si dice anche che il lavoro sia fonte di creatività e maestria e che mantenga in salute, si sostiene insomma che in vario modo il lavoro nobiliti l’uomo; certo, è difficile considerare come effettiva questa potenzialità del lavoro soprattutto per alcune categorie di lavoro e ancor più se si considera il fatto che ogni anno il numero di morti sul lavoro continua a salire. Se pure di lavoro si può morire, la sua mancanza o l’insoddisfazione verso la propria realtà lavorativa possono essere una seria fonte di stress, senso di impotenza, irritabilità, ansia e preoccupazione.

giovedì 23 settembre 2010

Crisi e relazioni


Come detto mi dedicherò a parlare a vari aspetti della e delle crisi; oggi parlerò un pò di crisi e mondo delle relazioni.

Il mondo delle relazioni è altrettanto affascinante e talvolta inquietante di quello della psiche umana. A causa delle relazioni (amicali, sentimentali, di lavoro) gioiamo, soffriamo, sconvolgiamo o organizziamo le nostre vite e a volte, invece, per la mancanza di relazioni o per il venir meno di alcune delle nostre relazioni ci rinchiudiamo nella prigione di una desolata solitudine.

giovedì 9 settembre 2010

Crisi e possibilità


Ho deciso di dedicare un pò di spazio all'argomento "crisi", una parola che abbonda e dilaga oramai...e a volte avverto un certo fastidio per quello che avviene a livello collettivo e che assomiglia molto a ciò che talvolta accade a livello individuale: si è così presi dalla crisi e dal crogiolarsi nel proprio dramma personale che si finisce col non guardare a ciò che va bene e a tutto ciò che si potrebbe fare perchè le cose andassero meglio o per lo meno per evitare il peggio...e si rimane inermi e lamentosi, inutilmente distruttivi o autodistruttivi. E sicuramente anche questo serve, ma non può essere uno stato permanente! A volte poi non si vuol guardare in faccia la realtà, a volte la crisi fa comodo ( oramai parlare di crisi è un business!), altre volte ancora non si è semplicemente capaci di chiedere aiuto. E poi, se pure è vero che talvolta viene da pensare che questo sia un brutto mondo, che sia un brutto momento...siamo qui...e conviene giocarsela questa partita, al meglio delle proprie possibilità!Inizio da questo primo post a parlare di crisi..credo ne scriverò altri procedendo, per così dire, per settori: crisi e lavoro, crisi e relazioni, ecc.